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"scrivere sia un atto di estrema libertà e che ci vuole molto coraggio per scrivere e ancora di più per scriversi, perché attraverso la scrittura l’individuo può svelarsi a se stesso.."
Mihai, iniziamo con l’anno 2007 che ti ha portato un premio da parte del Comune di Roma per il tuo impegno nella vita della comunità romena, per la visibilità che hai dato a questa comunità in Italia, per la partecipazione a molti convegni e seminari. Che significato ha questo riconoscimento per i romeni e per quanto ti riguarda?
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La “passione” per l’urbanistica accomuna e caratterizza tutti i regimi totalitari: fondare città nuove, cambiare quelle esistenti, erigere monumenti sono gli atti fondamentali di un sistema politico che si prefigge il controllo delle coscienze, e quindi manipolazione della memoria, individuale e collettiva. In questa storia, la Romania di Ceauşescu, costituisce un capitolo a sé, per l’estensione e la profondità degli interventi programmati, delle devastazioni compiute. Soprattutto dopo il 1977, la campagna di demolizioni, a partire dagli interventi che hanno sconvolto Bucarest, ebbe una doppia funzione.
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Il Consolato Generale Romeno di Milano vi invita lunedi, 2 marzo 2009, alle ore 18, nella sede di Via Gignese 2, Milano, alla presentazione del libro “Printul baghetei” (iI principe della bacchetta) pubblicato alla casa editrice Metero Prees, 2008.
L'autrice, Ioana Maria Lupascu è una giovane pianista romena che ha vissuto per qualche anni a Milano. Tornata in Romania, svolge una ricca ed importante attività musicale come solista di stato, pianista concertista della Filarmonica Nazionale "Paul Constantinescu" di Ploiesti.
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“Cara Italia”. Inizia così una lettera scritta da un anonimo romeno all'Italia, letta nelle parrocchie in cui gli ortodossi romeni celebrano la divina liturgia. La lettera è stata rilanciata dalla Diocesi ortodossa romena d’Italia guidata dal vescovo mons. Siluan, e recapitata alle autorità centrali del Paese. “Noi cristiani, ortodossi romeni – spiega il vescovo - vogliamo far sapere il nostro rammarico e la nostra tristezza per le invettive accusatorie cui sono soggette le nostre comunità, colpevolizzandola in maniera generalizzata per reati commessi da alcuni nostri connazionali”.
Cara Italia,
Queste righe sorprendono qualche frammento di una vita. La vita di una persona come tutte le altre, con i suoi problemi e le sue gioie, cosi come sono tanti altri milioni qui, nella penisola. Quello che mi rende diverso della maggioranza dei tuoi cittadini è che io non sono nato nella tua casa. Sono romeno e sono arrivato qua in un momento della mia vita, quando cercavo un’occasione migliore per materializzare i miei sogni. Tu mi hai accolto.
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Domenica 1° marzo il Centro Culturale Dialogo Italia - Romania propone di festeggiare, in alcune piazze del Centro Storico di Roma, l’arrivo della primavera con il regalo del “Martisor”, antica tradizione romena, e con l’inaugurazione della omonima mostra sulla tradizione popolare di questa festa. L’evento è organizzato dalle seguenti associazioni: Centro Culturale “Dialogo Italia – Romania”, Associazione degli studenti “Spiru Haret” , Associazione socio culturale “Vocea Romanilor”, Associazione “EuRomeni d’Italia”, Associazione “Lumea Copiilor” onlus.
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Il Balletto Donne s’ispira all’omonima e ben poco conosciuta novella di Anton Cechov scritta nel 1891; Gheorghe Iancu aveva già approcciato Anton Cechov realizzando nel 1987 una versione coreografata delle “Tre sorelle” con protagonista la danzatrice italiana Carla Fracci. Donne è andato in scena la prima volta il 26 Febbraio 2002 commissionato appositamente per il corpo di ballo fiorentino Maggiodanza e con questo balletto il Maestro Iancu si è appieno inserito nell’illustre schiera dei “coreautori”. A distanza di sette anni questo balletto vincitore del premio Danza & Danza sarà rappresentato All’Opera Nazionale di Bucarest il 1° marzo e seguiranno repliche.
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di Giovanni Ruggeri
Bucarest punta sul turismo. Il ministro Elena Udrea: il 70% del potenziale non è ancora valorizzato.
Natura, cultura e storia le risorse per correggere la percezione negativa di molti italiani sul Paese.
Giovane, bella, promettente. Elena Udrea, 35 anni, da pochi mesi titolare del neonato ministero del Turismo della Romania, impersona come meglio non si potrebbe – persona giusta al posto giusto nel momento giusto – il potenziale di fascino e attrazione che il suo Paese, se adeguatamente presentato, sarebbe in grado di esprimere sul mercato turistico internazionale.
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Associzazione Romeni in Italia in collaborazione con Scuola di ballo Happy Dance diretta da Irina Pana, presenta domenica 1 marzo 2009, ore 16 30 presso la Casa delle Culture del mondo (Via Giulio Natta 11, Milano - Lampugnano) la festa di MARTISOR. Siete invitati a scoprire le antiche tradizioni romene che annunciano l'arrivo della Primavera in compagnia degli allievi della Scuola di ballo Happy Dance con i balli della coreografa Stela Cocarlea e con gli aluni del corso di Lingua e Civiltà Romena della provinicia di Milano. L'ingresso gratuito. Presenta: Doina Ghiteanu
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Lo studio approfondito delle relazioni italo-romene inizia godere di un’importante bibliografia. La presentazione schematica dello specifico culturale italo-romeno, con radici che partono dal Medio Evo, rappresenta un’importante prospettiva nella ricostruzione attuale di un’immagine comune. La mia ricerca intende portare in discussione gli aspetti più rilevanti che riguardano il ventaglio culturale rappresentato dai contributi maggiori, sia dalla parte italiana quanto da quella romena, e che costituiscono un buon argomento per le future ricerche. Mi sono soffermata su alcune iniziative in grado di testimoniare il contributo culturale portato sia dai romeni che dagli italiani, evidenziando che le idee culturali portano sempre l’armonia e la bellezza tra i popoli.
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L’accento, ecco, l’accento è importante. Non tradirti, non scivolare sulle parole, tieni solo il sentiero di quelle che ti vengono alla perfezione. Non devono sentire che sei straniero. Ma sopratutto, non devono capire che sei romeno. E poi i vestiti: non puoi permetterti un abito logoro o una maglietta trasandata. Povero e straniero è un pericoloso binomio. Se concedi alla gente di mettere insieme le due cose sei veramente nei guai. Perciò vestiti bene. La giacca grigia, la camicia celeste, benchè un po’ sbiadita dai troppi lavaggi, ecco, così va meglio, sembri quasi un dottore, o un funzionario di banca, un notaio o un professore.
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