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L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Storiche Slave dell’Università di Milano e con il Centro di Studi per l’Europa Orientale (CIRSS), ha organizzato, nei giorni di 12 e 13 novembre, il congresso internazionale “Romania, Sud-Est Europeo, Europa Centro-Orientale: modernizzazione e riforme nei secoli XIX e XX”. L’evento, che è patrocinato dalla Commissione Internazionale di Studi Slavi del Comitato Internazionale di Scienze Storiche di Ginerva, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dell’Università degli Studi di Milano, gode del sostegno finanziario dell’Istituto Culturale Romeno.
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Questa monografia di Radu Dragomirescu è un catalogo serio e severo sulla opera, sul senso segreto della sua realtà, identità frammentaria del nostro tempo. L'artista utilizza le più diverse forme espressive – gradi tavole a matita e gesso, dipinti, disegni a penna, opere tridimensionali. La sua arte è stata caratterizzata da una riflessione sui temi della vita e della morte. Il volume riunisce contributi di autori: Achille Bonito Oliva, Ruxandra Balaci, Franco fanelli, Valerio Dehò, Mauro Panzera
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Alla luce delle storiche e salde relazioni di amicizia e affinità culturale fra il popolo italiano e quello romeno, il lavoro della dott.ssa Monica Joita, vicedirettore dell'Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, oltre a costituire un saggio molto documentato e condotto con rigore scientifico, rappresenta un nuovo e convincente contributo alla storia delle relazioni diplomatiche fra Italia e Romania.
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L’Istituto Culturale Romeno di Bucarest in collaborazione con il Centro Produzioni Teatrali di Milano ha organizzato a Milano “Incontri con Artisti Straordinari dell’Est” Romania. Un evento culturale d’eccezione nato con l’idea di far incontrare al pubblico italiano importanti artisti romeni, che da oltre venti anni lavorano in Italia in diversi settori artistici dando il loro contributo culturale e facendo onore al popolo romeno.
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La triste sorte delle chiese di Bucarest negli anni del comunismo
Per tutti i cristiani, una chiesa ha uno straordinario valore come elemento spirituale e culturale. E’ ormai nota l’intolleranza del regime comunista nei confronti della religione, intolleranza che a Bucarest, assieme al desiderio di Ceausescu di dare un nuovo volto alla capitale e alla società romena, eliminando elementi che avrebbero potuto indebolire la sua autorità, ha determinato la demolizione di edifici di inestimabile valore, tra cui numerose chiese ortodosse antiche. La scomparsa o lo spostamento di monumenti classici di Bucarest hanno dimostrato gli eccessi assurdi del regime comunista, l’intolleranza e l’ignoranza dei valori del passato.
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A volte, per immaginarci il futuro, sentiamo il bisogno di dare uno sguardo al passato. Che si tratti di arte, storia, architettura, tecnologia o di altri settori, i luoghi più adeguati e attraenti sono i musei, perché raccolgono testimonianze di ciò che è avvenuto lungo la storia. C’è chi ha la possibilità di visitare i vari musei del mondo dal vivo, c’è chi si accontenta delle visite virtuali, dato che con lo sviluppo dell’internet, quasi tutti i musei importanti offrono questa possibilità. Oggi vi propongo una visita guidata per i musei della Romania, e una sosta nella capitale.
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La Romania è situata al centro dell’Europa, nella parte a nord della Penisola Balcanica, e il suo territorio confina con i Monti Carpazi, con il Danubio e con il Mar Nero.
Il territorio romeno è stato abitato sin dai tempi antichi. Per questo, le ricerche svolte dagli archeologi romeni a Bugiuleşti, nella zona Vâlcea, hanno condotto al ritrovamento di una reliquia umana, risalente all’inizio del Paleolitico Inferiore (circa 2 milioni di anni a.C.).
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Più di un’ora che la stanno massacrando e ancora si muove, come se la vita, nel frastuono dei calci e delle grida, non trovasse il punto giusto da dove uscire. “Ancora ti muovi, schifosa?” ripete ostinato Matteo, corrugando la fronte e facendo svolazzare i suoi ricci rossi mentre picchia con la punta della scarpa nel ventre della creatura. Cerca di dosare i suoi colpi in modo da ucciderla senza spaccare la pelle bianca e tenera della sua pancia: gli hanno appena regalato gli scarponcini scamosciati chiari, se ne è vantato per tutto il pomeriggio, e non vuole sporcarli.
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20 ottobre 2008, Conservatorio di Milano
La bravissima pianista romena ha eseguito musica di Bartok, Rachmaninov e Mussorgskij
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La Romania, insieme agli altri paesi vicini, è stata parte della zona d’influenza sovietica e comunista dopo la seconda guerra mondiale. La sua storia fu modificata radicalmente sotto la minaccia delle truppe sovietiche “liberatrice” per circa cinque decenni. Questo cambiamento forzato significò, tra altre gravi distorsioni, un tragico isolamento, una frattura strana, una divisione dalla gran famiglia europea. L’intera cosi chiamata “Europa Orientale” cessò, infatti, d’essere più Europa.
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