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di Giovanni Ruggeri

Bucarest punta sul turismo. Il ministro Elena Udrea: il 70% del potenziale non è ancora valorizzato.
Natura, cultura e storia le risorse per correggere la percezione negativa di molti italiani sul Paese.

Giovane, bella, promettente. Elena Udrea, 35 anni, da pochi mesi titolare del neonato ministero del Turismo della Romania, impersona come meglio non si potrebbe – persona giusta al posto giusto nel momento giusto – il potenziale di fascino e attrazione che il suo Paese, se adeguatamente presentato, sarebbe in grado di esprimere sul mercato turistico internazionale. Sarebbe, appunto. Perché, visti gli umori dell’opinione pubblica di questi tempi in Italia, promuovere il turismo in Romania è più difficile che vendere frigoriferi agli eschimesi. «Ma è proprio anche per questo – rimarca una signorilmente determinata Elena Udrea, da noi incontrata alla Bit di Milano – che il mio governo ha voluto creare il ministero del Turismo: il turismo può fare molto per correggere la percezione negativa che tanti italiani hanno oggi della Romania».

Come, signora ministro?

«Visitare il nostro Paese è il modo migliore per rendersi conto di persona – senza lasciarsi fuorviare da pregiudizi o generalizzazioni – della ricchezza culturale della Romania, della qualità della nostra gente, della bellezza dei nostri ambienti. Promuovere la Romania come destinazione turistica è promuovere anche la cultura e la storia romena, tutto quello che la Romania nel suo insieme è. Ci sta molto a cuore che gli italiani, con cui da sempre abbiamo rapporti di grande amicizia e di intensa cooperazione economica, possano conoscere il nostro Paese per quello che davvero è, terra bella con bravissima gente. Per questo abbiamo in programma una campagna di promozione della Romania come destinazione turistica pensata specificamente per l’Italia, fermo restando che il compito di incidere nel mutamento dell’immagine collettiva coinvolge diversi altri dicasteri del mio governo».

Per la parte di sua competenza, a cosa pensa?

«A un piano sistematico con diverse iniziative: incontri e viaggi mirati per la stampa italiana nelle numerose destinazioni turistiche della Romania; visita di illustri personalità italiane nel nostro Paese; eventi in Italia per far conoscere la cultura romena, inclusi cinema e arte, ma anche le nostre tradizioni. Faremo di tutto perché i cittadini italiani possano rendersi conto di chi siamo e di cosa è il nostro Paese, anche con l’aiuto non solo di romeni popolari in Italia – in ambito sportivo e artistico ad esempio, come i calciatori Chivu e Mutu – ma di tanti miei connazionali che qui lavorano onestamente e che, meglio di tante parole, sono in grado di presentare con la loro testimonianza la Romania per quello che davvero è e per non come appare sui giornali, dove si confonde un intero Paese con alcuni delinquenti».

Cosa offre la Romania a un italiano che volesse andarci?

«Praticamente tutto quello che si potrebbe desiderare per una bella vacanza: abbiamo il mare, abbiamo splendidi ambienti di montagna dove d’inverno si può sciare e d’estate fare escursioni, per non dire poi di innumerevoli località per turismo culturale – città medievali, chiese fortificate, grandi monasteri – ma anche per gli appassionati della natura, da noi ancora intatta, con straordinarie possibilità di agriturismo ed ecoturismo, camping libero, caccia e pesca. Sottolineo le importanti prospettive nel campo del turismo termale, oggi priorità nazionale per la Romania turistica: il mio Paese possiede un terzo delle sorgenti termali di tutta Europa, ben 2.000 fonti termali e minerali che è un peccato non valorizzare (inclusa Bucarest con i suoi verdissimi dintorni), tanto più che il turismo cosiddetto di benessere è in forte espansione in tutto il mondo e gli italiani ne sono molto attratti. Vogliamo investire massicciamente in questo campo, ad alto potenziale di crescita economica».

Che peso ha il turismo nel bilancio della Romania e dove si posiziona l’Italia?

«Nel 2008 il turismo ha contribuito a realizzare circa il 3% del Pil della Romania, con quasi 4,5 miliardi di euro, ma vogliamo arrivare al 6% nel 2012 e al 10% nel 2015, tanto più che oggi la Romania valorizza sì e no il 30% del suo potenziale turistico: una trascuratezza che non possiamo assolutamente permetterci, vista anche la crisi economica in atto. Sul piano dei flussi turistici, l’Italia è per noi il secondo mercato occidentale (subito dietro alla Germania, ndr), con poco più di 400 mila arrivi nel 2008, imprenditori e movimento d’affari inclusi: una posizione di estremo interesse per noi, che in nessun modo intendiamo lasciar danneggiare da scorrette distorsioni di immagine».

Campagne di promozione, investimenti in infrastrutture, progetti di ampio respiro: quali fondi intende usare?

«La Romania ha la possibilità di accedere entro il 2013 a 150 milioni di euro  messi a disposizione dall’Unione europea per la promozione del turismo, ma abbiamo anche fondi del budget di Stato. La definizione e il finanziamento di operazioni generali per favorire una trasformazione dell’immagine collettiva della Romania in Italia compete al governo romeno nel suo insieme; per quanto invece riguarda specificamente il turismo, elaboreremo una strategia speciale per l’Italia, dedicandovi risorse anche maggiori rispetto ad altri Paesi. Peraltro, le promettenti opportunità di investimento nel settore e il supporto da noi assicurato potranno attrarre nuovi imprenditori italiani».

Bergamo ha il più grande aeroporto italiano per voli low cost, con punte fra l’altro di 4 voli al giorno per la Romania. Delle compagnie low cost noi conosciamo la notevole incidenza per i flussi turistici: voi intendete sostenerle?

«Non abbiamo ancora avuto contatti con queste compagnie, ma solo con la nostra di bandiera (Tarom, ndr). I tanti romeni che fanno la spola tra Italia e Romania costituiscono un mercato interessante per le low cost, che funzionano solo in presenza di alti volumi di traffico, nel caso dell’Italia oggi probabilmente assicurati proprio dai molti romeni. Siamo comunque molto interessati a seguire i progetti anche delle compagnie low cost sul fronte del turismo e, in funzione delle nostre possibilità, offriremo loro ogni supporto».

 

Dal Maramures al Danubio, 4 aree di grande interesse

Le principali aree di interesse turistico della Romania sono quattro. A sud, lo straordinario ambiente naturale (protetto dall’Unesco) del Delta del Danubio e le vivaci stazioni balneari sul Mar Nero. Al centro-nord, il mix di culture (sassone, ungherese, asburgica, romena), architettonicamente testimoniato dalle città, chiese, castelli e cittadelle fortificate della Transilvania (Sibiu, Brasov, Sighisoara, Biertan, Sinaia, per segnalare gli imperdibili).

All’estremo nord-est, le chiese affrescate e i monasteri della Bucovina (Sucevita, Moldovita, Voronet), capolavori assoluti dell’arte. All’estremo nord, la regione del Maramures, territorio montuoso di superba bellezza, dove una millenaria civiltà del legno disegna il volto di villaggi e ambienti. Afflitta dal traffico, la capitale Bucarest riserva comunque, in alcune aree del centro, piacevoli sorprese.

fonte: L’ECO DI BERGAMO - 23 febbraio 2009

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Commenti

# Domenico
6 iunie 2009 17:07
Cercate di essere meno burocratici per portare turisti in Romania. per esempio non e consentito in Romania l'ingresso di minori con il lascia passare,come nel resto d'europa, ma serve il passaporto. alle frontiere stradali ancora chiedono (mazzette per velocizzare l'ingresso)
# Danilo
27 iunie 2009 15:59
Caro Domenico se ti informi bene le regole per i minori valgono anche in Austria. E' il frutto di accordi bilaterali con l'Italia. Il lasciapassare non risolveva il problema della tratta dei minori e allora si sono inasprite le norme in tutti quei paesi dove il fenomeno risultava più esteso: passaporto o iscrizione sul passaporto dei genitori. Vedi il sito della polizia di stato italiana.

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