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Ovidiu Maitec (1925 - 2007), “uno scultore di cui ogni paese  potrebbe essere fiero“

Diana Pavel CASSESE


         Ovidiu Maitec è il più autentico successore di Brâncuşi secondo Mircea Eliade (prosatore ed esperto di storia delle religioni). Nato ad Arad nel 1925 si è spento due anni fa, a Parigi. È stato scelto membro corrispondete dell’Accademia romena e membro titolare nel 1999. Opere: "Equilibrium", “Radar II”, “Angelli”, “L’annuncio della morte” (Anunţul morţii / Thumbnail), “La Porta” (legno di noce, 1972), il capolavoro “La Televisione” (eretta nel 1970 davanti alla stazione televisiva romena), la scultura "Colonna e ali" (eretta nel 1975 al Teatro Nazionale), la scultura in bronzo "Mar Nero", dedicata da Ovidiu Maitec allo storico Gheorghe I. Brătianu (al Museo Memoriale delle Vittime del Comunismo e della Resistenza di Sighet).

Una delle personalità più rappresentative del pensiero e del talento dei romeni, Maitec si è laureato nel 1950, presso l’Istituto di Arti Plastiche “Nicolae Grigorescu”di Bucarest (ai tempi Accademia delle Arti) e tra 1950 e 1956 è stato assistente universitario presso l’Istituto di Arti Plastiche e docente alla Scuola Medie di Arte di Bucarest. Ha partecipato a tantissime mostre e vernissage (La Biennale Internazionale dell’Arte Anvers – 1967, La Biennale di Venezia 1968, mostra personale al Circle Gallery di Londra – 1969, Il Vernissage al Palazzo dei Dogi Venezia, 1972).

Nel 1974, ha ottenuto il grande premio dell’Assemblea degli Artisti Plastichi, nel 1975 – l’Ordine “Il Merito Culturale”, nel 1976 il Premio dell’Accademia Romena, nel 1985 – l’Ordine "Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana". “Art Guardian”  lo ha definito “uno scultore di cui ogni paese  potrebbe essere fiero“ (1971). Le sue sculture in legno si trovano nelle collezioni particolare o nei musei del mondo: Il Museo di Arte Moderna di Sydney, La Galleria Nazionale di  Köln, Tate Gallery Londra, Galeria Kettle's Yard Cambridge ecc. Peccato che durante la rivoluzione del ’89 è stato distrutto l’atelier bucarestino dell’artista insieme a 70 sculture (la notte tra il 24 ed il 25 dicembre).
 

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