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FOTO: Matei Vișniec

Matei Vişniec nato a Rădăuți il 29 gennaio 1956 (è un drammaturgo, poeta e giornalista romeno)

CULTURA ITALIANA NEL MONDO - ROMANIA/ITALIA - CONFRONTO FRA INTELLETTUALI: A ROMA "SUL LAVAGGIO DEI CERVELLI A EST E A OVEST" A TRANSEUROPAEXPRESS SEMINARI EUROPEI

 

    “Sul lavaggio dei cervelli a Est e a Ovest” del drammaturgo e giornalista Matei Visniec  verte a TransEuropaExpress (3 – 4  Marzo 2011, Auditorium Ara Pacis) uno degli appuntamenti con la VI° edizione del seminario europeo ideato e promosso dalla Casa delle Letterature dell’Assessorato alle Politiche Culturali di Roma Capitale con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e con le Ambasciate e gli Istituti culturali stranieri di Roma.

TransEuropaExpress è un appuntamento in cui scrittori, filosofi, storici ed altri intellettuali provenienti da numerosi paesi europei si interrogano e discutono su temi ogni anno diversi. Storie e identità. L’Europa degli intellettuali è il tema scelto per questa edizione. I relatori analizzeranno, scegliendo liberamente la prospettiva e la modalità,  il rapporto tra intellettuali e storia del proprio paese. Ospite dell’Accademia di Romania nell’ambito del seminario TransEuropaExpress sarà lo scrittore, drammaturgo e giornalista Matei Visniec. Nato in Romania nel 1956, attualmente vive a Parigi dove lavora per Radio France International. Essendo le sue opere sistematicamente bandite dal regime comunista, dal 1987 Matei Visniec ha chiesto asilo politico in Francia. Dopo la caduta del regime è diventato uno degli autori più presenti sui palcoscenici romeni. Le sue opere sono state tradotte e rappresentate in oltre venti paesi del mondo.

L’intervento di Matei Visniec verterà con eleganza e perspicacia su temi quali gli spazi vitali dell’intellettuale durante il regime totalitario comunista, il lavaggio dei cervelli tra comunismo e consumismo, perché è caduto il comunismo in Romania, la lotta dei simulacri sia a Est che a Ovest.

 

Nell’ambito della stessa sessione pomeridiana di TransEuropa Express (4 marzo, ore 15.’’ – 18.00) interverranno la professoressa svedese Ebba Witt-Brattström e lo scrittore inglese Paul Torday. Scrittrice, ricercatrice di genere, professoressa, commentatore politico e una delle prime femministe in Svezia, Ebba Witt-Brattström porterà il pubblico ad un viaggio attraverso la storia e lo sviluppo dell'uguaglianza di genere in Svezia dai tempi di Santa Brigida ad oggi.

 

Cresciuto ed educato a Oxford, Paul Torday ha iniziato a dedicarsi alla narrativa non più giovane e ha pubblicato il primo romanzo a 59 anni. Con il bestseller internazionale Pesca al salmone nello Yemen è diventato uno scrittore importante della letteratura inglese contemporanea.

Italiannetwork anticipa un frammento dell’intervento preparato da Matei Visniec: “L’unico conforto dell’intellettuale che vive in una società totalitaria : il male è estremamente facile da  identificare.

Nell’Europa dell’Est durante il comunismo sapevamo con molta precisione dove stesse il male, chi lo incarnasse e come dovesse essere combattuto. Il Male era visibile, dispiegato in tutta la sua brutalità e stupidaggine. I simboli del male erano chiari, le persone che lo servivano avevano un nome.

 

Nella Romania comunista il male era incarnato dalla coppia presidenziale, dall’apparato repressivo e dal partito unico. Gli strumenti del male erano facili da detestare e la popolazione si inventava una barzelletta a sfondo politico ogni giorno per resistere contro l’oppressione. Nel mondo libero ho l’impressione che sia l’industria del divertimento a burlarsi di me. A volte mi sento come un intellettuale senza avversario. La manipolazione tramite gli slogan della società di consumo è infinitamente più sottile, il vero avversario rimane invisibile.” (Matei Visniec).(25/02/2011 - ITL/ITNET)

 www.italiannetwork.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti

# Angela Gabriela Bercea
28 februarie 2011 15:56
nel mondo del comunismo non c^era scelta.privata , non cerano le scelte di informazione e di cultura e le scuole erano tutte solo scuole pubbliche dello stato comunista con le doctrine comuniste sin dalle scuole elementari. Eravamo tutti uguali. Nel consumismo ci sono tantissime scelte , scuole private, di varie formazioni, lingue straniere etc e la cultura sono varie forme di sentire cultura, ascoltare musica, usare internet, You tube, film e musica le scelte sono private, non sei obbligato guardare la televisone nessuna ti obbliga stare commodo e guardare la RAI che fa schiffo, si possono guardare oltre 100 canali televisivi di vari interessi con digitale terrestre ormai è cosi orà in Europa. Poi ascoltare solo il canale di musica classica oppure il ballet cè di tutto per tutti i gusti, l'imbarazzo della scelta. Il problema è che la gente è abituata a stare a casa e guardare lo stesso programma la Rai canale 1 come in Romania nei tempi di Ceausescu in atessa del Festival di San Remo tutti in casa davanti alla tv.

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