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Ciprian Porumbescu (1853-1883)

è uno dei più celebrati compositori e violinisti romeni. Questo “talento precoce”, come lo chiama Lazăr Şăineanu (Dizionario universale della lingua romena, 1995, pagina 240), è nato a Şipotele Sucevei. Prima Ciprian Porumbescu si chiamava Gołęmbiowski. Suo padre (prete ortodosso) modificò il cognome (proprio 2 anni prima della morte di Ciprian): il polacco golab pronunciato goluamb significa in italiano piccione e in romeno porumbel (porumbel+ suffisso escu= Porumbescu). Ciprian Porumbescu ha studiato musica al Conservatorio di Vienna. Le sue composizioni più note sono l'operetta Crai nou (Luna nuova), Trei culori (Tre colori), Rapsodia română pentru orchestră (Rapsodia romena per orchestra), Balada pentru vioară şi orchestră (Ballata per violi e orchestra, Op. 29), Serenada (Serenata). Ha composto anche la musica per l'inno Pe-al nostru steag e scris Unire (Sulla nostra bandiera è scritto Unità): è usata per l'inno nazionale dell' Albania. Imprigionato dalle autorità austriache per la sua attività politica, morì a 29 anni nel villagio di Stupca (Suceava, Romania), che successivamente venne chiamato Ciprian Porumbescu.

 

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Commenti

# Sabrina Maria Arpini
mercoledì 14 gennaio 2009 12.38
Affascinante conoscere la vita di alcuni musicisti che in Italia conosciamo solo come nomi scritti su un CD.
La musica di questo compositore io la definisco straordinaria, ed ho conosciuto le Sue opere tramite un'amica romena che, appunto mi ha regalato i Cd delle sue composizioni.
La vita è straordinaria quando attraverso la cultura riesce ad accomunare le persone
come è accaduto a me.
Grazie per questo scritto.
Sabrina Maria Arpini
giovedì 19 febbraio 2009 12.13
Da aggiungere che, malato di tisi in seguito alla condanna per motrivi politici, Ciprian Porumbescu fu inviato in Italia nel tentativo di curarlo e salvargli la vita. Se ne innamorò come tanti altri romeni affascinati dalla patria delle nostre radici paterne. E` vero, all' epoca non esisteva ancora la RAI per falsare l' identità delle persone, spacciando per romeni diversi nomadi (come i due maledetti stupratori di due-tre giorni fa) e aizzando la gente contro i propri fratelli.

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