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sâmbătă, februarie 11, 2012
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Interviste


31

Il suo nome è stato sussurrato per qualche decennio in Romania durante la dittatura di Ceausescu. E’ stata un mito per i romeni che sognavano la libertà. Nel pieno del successo artistico della sua carriera musicale lei ha lasciato la Romania negli anni ’70. Com’ è arrivata al punto di prendere questa decisione ferma senza paura delle conseguenze?


23

 "Poter vivere un momento storico di “rivoluzione” nel senso di cambiamento drastico del contesto sociale è un privilegio e una maledizione nello stesso tempo.."

      Fai parte di una generazione che ha avuto la fortuna di conoscere un’altra realtà in Romania, ben diversa da quella dei nostri genitori. Mi riferisco alla realtà storica dovuta agli eventi del 1989, quando tu eri poco meno che diciottenne. Come vedevi le cose da quella bella città dove sei nata? Che ricordi hai?


16

Parlando in termini non musicali e riferendoci alla musica che stiamo per ascoltare, diciamo che è tempestosa, drammatica o semplicemente che ci piace o non ci piace. Igor Stravinsky affermava che “la natura della musica stessa ha già in se la forza di esprimere tutto”. Quanto è difficile però capire questo? Quale è lo sforzo di un melomane per arrivare a capire questo concetto? Lei come musicista cosa ne pensa?


09

     "il mestiere di medico è un mestiere privilegiato, ha avuto sempre una posizione a parte nella società, legata al fatto che il medico è colui che prova a curare uno stato di sofferenza..."

Lei ha un palmarès molto ricco per quanto riguarda il mestiere di cardiologo, ha acquisito stima sia da parte degli italiani che da parte dei romeni che vivono in Italia. E’ un “medico pieno di grazia”, cosa significa questo mestiere per Lei?


02

"scrivere sia un atto di estrema libertà e che ci vuole molto coraggio per scrivere e ancora di più per scriversi, perché attraverso la scrittura l’individuo può svelarsi a se stesso.."

Mihai, iniziamo con l’anno 2007 che ti ha portato un premio da parte del Comune di Roma per il tuo impegno nella vita della comunità romena, per la visibilità che hai dato a questa comunità in Italia, per la partecipazione a molti convegni e seminari. Che significato ha questo riconoscimento per i romeni e per quanto ti riguarda?


23

di Giovanni Ruggeri

Bucarest punta sul turismo. Il ministro Elena Udrea: il 70% del potenziale non è ancora valorizzato.

Natura, cultura e storia le risorse per correggere la percezione negativa di molti italiani sul Paese.

Giovane, bella, promettente. Elena Udrea, 35 anni, da pochi mesi titolare del neonato ministero del Turismo della Romania, impersona come meglio non si potrebbe – persona giusta al posto giusto nel momento giusto – il potenziale di fascino e attrazione che il suo Paese, se adeguatamente presentato, sarebbe in grado di esprimere sul mercato turistico internazionale.


22

"La danza mi ha dato molto equilibrio nella vita, mi ha sostenuto
e per questa ragione mi considero una persona davvero fortunata"

Lei insegna l’arte della danza in una delle Scuole di Danza più notevoli d’Italia, fondata nel 1813 e diventata, nel tempo, luogo di formazione di uno straordinario numero di Etoiles. Immagino che una scuola di tale fama rappresenti un impegno particolarmente difficile per un insegnante, tenendo conto sia del fatto che non sia facile mantenere costantemente alto il proprio nome, sia della grande responsabilità di cui ci si fa necessariamente carico in una simile posizione.

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