La “passione” per l’urbanistica accomuna e caratterizza tutti i regimi totalitari: fondare città nuove, cambiare quelle esistenti, erigere monumenti sono gli atti fondamentali di un sistema politico che si prefigge il controllo delle coscienze, e quindi manipolazione della memoria, individuale e collettiva. In questa storia, la Romania di Ceauşescu, costituisce un capitolo a sé, per l’estensione e la profondità degli interventi programmati, delle devastazioni compiute. Soprattutto dopo il 1977, la campagna di demolizioni, a partire dagli interventi che hanno sconvolto Bucarest, ebbe una doppia funzione.