|
|
|
|
|
|
|
Letteratura
Vasile Andru è fra i più validi prosatori romeni degli ultimi decenni, autore di una ventina di volumi tra romanzi, racconti brevi, saggistica e critica letteraria. Nel corso degli anni Ottanta ha preso parte da protagonista alla grande corrente di rinnovamento della letteratura romena, proponendo una prosa limpida e originale, di forte impegno sperimentale.
|
|
Più di un’ora che la stanno massacrando e ancora si muove, come se la vita, nel frastuono dei calci e delle grida, non trovasse il punto giusto da dove uscire. “Ancora ti muovi, schifosa?” ripete ostinato Matteo, corrugando la fronte e facendo svolazzare i suoi ricci rossi mentre picchia con la punta della scarpa nel ventre della creatura. Cerca di dosare i suoi colpi in modo da ucciderla senza spaccare la pelle bianca e tenera della sua pancia: gli hanno appena regalato gli scarponcini scamosciati chiari, se ne è vantato per tutto il pomeriggio, e non vuole sporcarli.
|
|
Mihai ZAMFIR. Nato nel 1941, a Bucarest, Mihai Zamfir è un famoso professore universitario presso l'Università Statale di Bucarest. Ha insegnato anche a Lisbona. In Romania il suo maestro è stato Tudor Vianu. In Francia, a Nizza, è stato seguito dal professor Pierre Guiraud. Narratore moderno, i suoi romanzi hanno avuto molto successo di vendite in Romania. Le trame dei libri Acasă (A casa, 1992) e Poveste de iarnă (Racconto d'inverno, 1987) sono ambientate nella capitale della Romania, Bucarest, durante il regime comunista. I capolavori Educaţie târzie (Educazione in ritardo, 2 Volumi:1998-1999) e Fetiţa (Bambina, 2003) sono le varianti moderne delle opere classiche (Educazione sentimentale di Flaubert e Lolita di Nabokov).
|
|
La generazione degli anni '60, definita dal famoso saggista romeno Edgar Papu “la generazione senza maestri e senza libri”(perché i comunisti avevano imprigionato tanti intellettuali, scrittori ecc. e avevano ritirato loro libri; in cambio, secondo il modello sovietico, il regime comunista provava di istituire a Bucarest una Scuola di letteratura “Mihai Eminescu”, con lo scopo di indottrinare e ’guidare’ il popolo, secondo le linee del partito.
|
|
Mihai Mircea Butcovan - Allunaggio di un immigrato innamorato; Besa, 2006
postafazione, Mia Lecomte
Ho conosciuto Mihai Mircea Butcovan grazie e attraverso la sua poesia. Qualche anno fa mi arrivò per le mani la sua raccolta inedita Dal Comunismo al Consumismo, che trovai subito di grande interesse per la voce originale che la contraddistingueva e per quella pietas tenera e ironica, di cui erano impregnate le parole e i silenzi, che distribuiva senza presunzione il suo perdono ai protagonisti della storia, insieme privata e collettiva, a tutti noi, sparpagliati geograficamente nel tempo.
|
|
Questo libro è un insieme di tante storie che nel loro piccolo, con una fugace pennellata, toccano aspetti diversi della nostra vita, come tante minuscole candele accese qua e là.
In più della metà dei racconti sono i bambini a portare le torce, cercando, con innocenza e semplicità, di avvicinarle agli angoli più bui della nostra esistenza di adulti, chiedendoci di guardarci dentro insieme a loro: la violenza fine a se stessa, la guerra, la povertà, la fila per il pane che non basta o la fila per entrare in un campo nazista, il bilico tra l’amore per gli animali e l’istinto di sopravvivenza, i gesti a volte incomprensibili dei grandi, anche quelli più cari, o quelli del tutto sconvolgenti di un pedofilo.
|
|
Tè al samovar- voci dal gulag sovietico, 2008, L'Harmattan Italia - Memorie; prefazione Monica Joita
"Questo libro è un piccolo omaggio alla memoria di milioni di esseri umani, uomini e donne, incamminati verso l’inferno più remoto della terra e mai più tornati; alle famiglie che li hanno aspettati invano per anni; ai bambini rimasti orfani e cresciuti come fiori selvaggi intrappolati nelle griglie del sistema; a chi piange ancora su una foto in bianco e nero di tanti anni fa e a chi va a portare un fiore su una tomba senza nome."
|
|
Nasce nella Romania dello stivale comunista nell'autunno del 1971. A ventitré anni lascia la sua terra e si trasferisce in Italia, dove continua gli studi e si dedica alla passione per la letteratura. Adotta l'italiano come lingua de scrittura e frequenta laboratori di tecniche narrative, tra cui quello dello scrittore Raul Montanari, e di sceneggiatura cinematografica, tra cui la scuola Holden di Torino.
Il primo racconto pubblicato in italiano è una vicenda ambientata nella Russia comunista Evghenij che torna... (Ellin Selae, 2001, ripubblicato in Sagrana, 2006. Seguono altre racconti: Il Re della 54. Antologia onda lunga a cura di raul Montanari (Ed. Archivi del '900, 2001), La stanza degli ospiti (Il L Laboratorio del segnalibro 2002), La figlia di nessuno (Saragana, 2006), Non ti aspettavo più (Elin Selae, 2006), Sei capace di fare una rana? (Crocevia, Besa Editrice 2006), Manicomio.Monologo (Elin Selae, 2007), Gente per bene (Kùrma, 2008).
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|