“Cara Italia”. Inizia così una lettera scritta da un anonimo romeno all'Italia, letta nelle parrocchie in cui gli ortodossi romeni celebrano la divina liturgia. La lettera è stata rilanciata dalla Diocesi ortodossa romena d’Italia guidata dal vescovo mons. Siluan, e recapitata alle autorità centrali del Paese. “Noi cristiani, ortodossi romeni – spiega il vescovo - vogliamo far sapere il nostro rammarico e la nostra tristezza per le invettive accusatorie cui sono soggette le nostre comunità, colpevolizzandola in maniera generalizzata per reati commessi da alcuni nostri connazionali”.
Cara Italia,
Queste righe sorprendono qualche frammento di una vita. La vita di una persona come tutte le altre, con i suoi problemi e le sue gioie, cosi come sono tanti altri milioni qui, nella penisola. Quello che mi rende diverso della maggioranza dei tuoi cittadini è che io non sono nato nella tua casa. Sono romeno e sono arrivato qua in un momento della mia vita, quando cercavo un’occasione migliore per materializzare i miei sogni. Tu mi hai accolto.