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Articoli & studi
Anche in Italia si può parlare di resistenza attraverso la cultura, infatti, a Roma nel 1957, un importante gruppo d’intellettuali romeni ha messo le basi della Società Accademica Romena
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Come nella maggior parte dei casi in cui si è tentata la trasposizione su altra scala degli elementi del linguaggio architettonico anche in questo caso si è verificato il pericolo di esagerazioni e di interpretazioni discutibili del significato del termine tradizione. Nonostante tutti i difetti inerenti a qualunque stile che si e’ voluto novatore, il neoromeno ha portato un’aria fresca, originale e vigorosa ed ha compreso la “base ideologico-architettonica” per i momenti che dovevano susseguirsi nel divenire dell’architettura romena.
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L’umanità ha perso settimana scorsa un altro studioso di livello internazionale, Matei Călinescu (soffriva di cancro). Il critico e teorico letterario M. Călinescu (n. 15 giugno 1934, Bucarest – d. 24 giugno 2009, Bloomington, Indiana, SUA) ha fatto parte del “secondo esilio”, cioè degli intellettuali romeni scapati negli anni ’60-’70 a causa della dittatura comunista.
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L’architettura romena, espressione viva della nostra latinità, è sensibilmente differente sia dai prodotti simili dei paesi neo-latini, circoscritti al mondo occidentale e cattolico, sia da quelli dei vicini slavi e magiari. L’architettura romena, rappresentata per la prima volta sulla Colonna di Traiano a Roma, vero atto di nascita del popolo romeno, è una delle testimonianze della straordinaria continuità.
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Il presente articolo propone ai lettori alcune delle idee portanti di uno studio più complesso ed articolato pubblicato nell’ANNUARIO dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, n. 9/2007, Bucarest, Casa Editrice dell’Accademia Romena, 2008, pp. 351-380. La prima parte è stata già pubblicata su questo sito.
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Le elezioni in Moldavia, manco a dirlo, hanno dato la vittoria al satrapo comunista Vladimir Voronin, uomo di Mosca messo a capo di un paese che resta di lingua e cultura neolatina, malgrado i numerosi sforzi di snazionalizzazione e di travaso di popolazioni, tipici della strategia sovietica sulle nazionalità.
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Il presente articolo propone ai lettori alcune delle idee portanti di uno studio più complesso ed articolato pubblicato nell’Annuario dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, n. 9/2007, Bucarest, Casa Editrice dell’Accademia Romena, 2008, pp. 351-380. Seguirà una seconda parte.
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Intervista a Mario Deaglio, professore di Economia Internazionale all’Università di Torino Editorialista economico de “La Stampa”
Nel presente contesto della realtà romena in Italia, molto discussa e controversa, Lei, da editorialista economico de “La Stampa”, è una delle poche voci che hanno espresso, nella stampa italiana, un punto di vista riflessivo più complesso e articolato, documento e informato in proposito. Citerei qui il Suo articolo del 8 novembre 2007 intitolato “L’uomo nero, il Rom e il Romeno”. Qual è oggi l’immagine dei Romeni in Italia e come viene essa formata e deformata dai media, anche in chiave identitaria, etnica e culturale?
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Intervista con Roberto SCAGNO - Professore di lingua e letteratura romena, Università di Padova
In che termini descrive oggi la situazione dei romeni in Italia, tra realtà e percezione?
Il successo dell’Olimpiade d’Inverno di Torino (febbraio 2006) probabilmente non ci sarebbe stato senza il lavoro degli operai romeni che sono stati indispensabili nella collaborazione alla costruzione, in tempi forzatamente ristretti, di nuovi impianti sportivi e di alloggiamenti per i turisti in città e nelle vallate montane sedi delle competizioni sportive, e all’ampliamento e al miglioramento delle infrastrutture. Tutto è avvenuto senza vittime e incidenti gravi.
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l ripetersi di vicende di cronaca nera che vedono protagonisti cittadini romeni e i conseguenti riflessi negativi sui mass media italiani ripropongono il tema dell’immagine collettiva dei romeni in Italia. Su questa cruciale questione, Afrodita Carmen Cionchin, docente all’Università di Padova, ha realizzato nei mesi scorsi una importante inchiesta che ha coinvolto illustri personalità del mondo culturale italiano. L’inchiesta, già pubblicata in romeno sulla rivista culturale “Orizont” di Timisoara (www.revistaorizont.ro), viene ora proposta ai visitatori del nostro sito, in tre successive parti. Di seguito, la prima
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