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sâmbătă, februarie 11, 2012
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Articoli & studi


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A volte, per immaginarci il futuro, sentiamo il bisogno di dare uno sguardo al passato. Che si tratti di arte, storia, architettura, tecnologia o di altri settori, i luoghi più adeguati e attraenti sono i musei, perché raccolgono testimonianze di ciò che è avvenuto lungo la storia. C’è chi ha la possibilità di visitare i vari musei del mondo dal vivo, c’è chi si accontenta delle visite virtuali, dato che con lo sviluppo dell’internet, quasi tutti i musei importanti offrono questa possibilità. Oggi vi propongo una visita guidata per i musei della Romania, e una sosta nella capitale.


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Poiché prima della caduta del regime comunista, Mircea Eliade costituiva un nome proibito in  patria, è naturale che dopo il 1989 iniziò in Romania un processo di rivalutazione della personalità e delle opere del grande romeno.


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Mihai ZAMFIR. Nato nel 1941, a Bucarest, Mihai Zamfir è un famoso professore universitario presso l'Università Statale di Bucarest. Ha insegnato anche a Lisbona. In Romania il suo maestro è stato Tudor Vianu. In Francia, a Nizza, è stato seguito dal professor Pierre Guiraud. Narratore moderno, i suoi romanzi hanno avuto molto successo di vendite in Romania. Le trame dei libri Acasă (A casa, 1992) e Poveste de iarnă (Racconto d'inverno, 1987) sono ambientate nella capitale della Romania, Bucarest, durante il regime comunista. I capolavori Educaţie târzie (Educazione in ritardo, 2 Volumi:1998-1999) e Fetiţa (Bambina, 2003) sono le varianti moderne delle opere classiche (Educazione sentimentale di Flaubert e Lolita di Nabokov).


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Nel cuore della Transilvania, in un fiorente centro commerciale, culturale e spirituale nasce la prima scuola romena. In assenza di prove documentarie certe, le origini si perdono tuttavia nella nebbia dei tempi...


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La legenda dice che il nome del villaggio Dragus fu messo da un contadino chiamato Drag oppure Dragus. Mentre stava cercando un posto per vivere, lui scopri quei posti e fu molto impressionato della loro bellezza


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La generazione degli anni '60, definita dal famoso saggista romeno Edgar Papu “la generazione senza maestri e senza libri”(perché i comunisti avevano imprigionato tanti intellettuali, scrittori ecc. e avevano ritirato loro libri; in cambio, secondo il modello sovietico, il regime comunista provava di istituire a Bucarest una Scuola di letteratura “Mihai Eminescu”, con lo scopo di indottrinare e ’guidare’ il popolo, secondo le linee del partito.


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In Romania si conosce poco dal contributo dato dalla scuola romana di Balletto nel Occidente e la trista realtà deriva dal fatto che la maggior parte degli ballerini  sono partiti negli anni di dittatura Ceausescu. Le regole imposte dal regime erano molto chiare: se un artista  lasciava il suo paese era  disgraziato - ovviamente non si parlava più della sua carriera in Romania..

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